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Nonostante il calo delle temperature medie, la doamnda di elettricità secondo i dati di Terna ha sub

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Nonostante il calo delle temperature medie, la doamnda di elettricità secondo i dati di Terna ha subito un nuovo calo. Crescono le fonti rinnovabili, dall'eolico all solare, in picchiata il termoelettrico che ha perso il 21,4%

Crolla ancora il consumo di energia a maggio -3,8%, termoelettrico -21,4%MILANO -  Nonostante le temperature in Italia siano state più basse di un grado centigrado rispetto alle medie stagionali, a maggio la richiesta di energia elettrica nel nostro apese è ulteriormente calata rispetto allo stesso periodo del 2012. La flessione registrata dagli impianti di Terna, la società che distribuisce l'energia lungo tutto il paese, sarebbe del 3,4%, ma a parità di giorni lavorati il crollo è pari al 3,8%.

Prosegue così la tendenza in atto dall'inizio della crisi, che vede da inizio anno un calo della domanda del 2,9%, mentre da aprile a maggio la caduta è stata dello 0,7%. Vadetto che, al calo della domanda

per la recessione che ha colpito l'industria e l'economia in genere (produzioni in calo, ma anche molti uffici che hanno chiuso), si associano i valori crescenti dell'efficenza energetica oltre all'espansione delle energie rinnovabili. Oltra al fatto che in alcuni giorni dell'anno è più conveniente acquistare energia elettrica dall'estero: la quota che proviene da oltre confine è rimasta stabile al 12,2% del totale.
A pagare le conseguenze di questo fenomeno sono soprattutto i produttori che dispongono di centrali termoelettriche. Anche in questo caso, si conferma il paradosso italiano: il paese dispone del più moderno ed efficiente parco di impianti a gas d'Europa ma li tiene fermi per buona parte della giornata, visto che lavorano soprattutto nelle ore notturne, quando scema l'apporto dell'eolico ed è nullo quello del fotovoltaico.

 La crisi è la rivincita delle rinnovabili, come dimostrano i dati di Terna: a maggio, la produzione nazionale netta vede in crescita l'eolico (+44,6%), l'idroelettrico (+35,6%, il fotovoltaico (+15,7% e il geotermico (+3,4%). Per il termoelettrico una debacle: il meno 21,4% registrato nel mese di maggio dovrebbe spingere il governo a intervenire al più presto sul settore che rischia chiusura di impianti e perdita di posti di lavoro. E la soluzione di poter vendere energia al resto d'Europa una volta creato un mercato unico e una Borsa europea rischia di arrivare troppo tardi, soltanto dopo che tutti i paesi saranno dotati di collegamenti efficienti e regole comuni.

 

Cos'è un impianto fotovoltaico



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